Ho molte idee. Penso molto. Provo poco. Non mi posso fermare troppo.

A volte penso che dovrei scrivere di più, ma per scrivere bisogna fermarsi, e fermarsi è faticosissimo. 

Purtroppo, scrivendo poco i pensieri si perdono.

Penso a tutti i personaggi di cui avrei voluto scrivere. Personaggi ben delineati, magari fittizi, provenienti dalla mia pessima immaginazione, dai miei voli immaginari, dai miei momenti di distacco dal mondo, magari invece reali, mutuati da meravigliosi incontri in altrettanto meravigliosi bar, incontrati nei bagni, scovati nei bagni turchi e nelle saune, visti su figure e figurine, sentiti in racconti, rubati da conversazioni altrui.

Che fine avranno fatto tutti questi personaggi meravigliosi? Si saranno rivolti a qualcun altro per farsi scrivere? O per sempre si saranno persi nel vuoto dei miei fogli mai scritti?

Io penso che no, una volta capito che come me non c’era possibilità, questi hanno girato i tacchi, sono usciti dal vuoto della mia testa, e frastornati per i nuovi rumori a cui non erano più abituati, avranno cercato di insinuarsi nella mente di qualcun altro, magari più prolifico ed ispirato, più metodico ed organizzato, più astuto e concreto.

Però, e dico però, magari nella testa di qualcun altro, questi personaggi meravigliosi ma scalcagnati verranno scartati, non verranno capiti, scartati e messi in un angolo. Verranno valutati come personaggi di second’ordine, privi di spina dorsale, non interessanti ai fini di un racconto.

Che delusione per loro, che colpo. E qui il mio senso di colpa aumenta. Mi sento responsabile doppiamente, in primis per averli illusi. Illusi di essere personaggi degni di una storia, di un racconto. Per averli caricati del peso di una personalità mitica ed intrigante. Poi responsabile di non averli scritti, tradotti su carta, resi disponibili al mondo. E ora poi abbandonati nella testa di qualcuno che non riesce, non sa, non vuole, non può valorizzarli.

Ma cosa fare ora? Ora che sono imprigionati? Come richiamarli? Come farli ripartire?

Impossibile da dirsi, impossibile da realizzarsi. La mia testa è già piena di altri meravigliosi personaggi pronti a perdersi per la nota incapacità di tradurre idee in qualcosa di concreto, pronti ad essere dimenticati e regalati a qualcun altro, nella speranza per loro di una vita migliore.

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